Premio speciale SSI “Puliamo il buio”

Quando la speleofotografia sposa la questione ambientale.

Ognuno di noi almeno una volta si è sentito dire:
“Ma cosa ci andate a fare la sotto?”

Cosa c’è in grotta e cosa portiamo fuori, è una delle questioni cardine dell’attività speleologica, andare in grotta e non fare nulla per “portare fuori la grotta” la fa diventare un’attività sterile e fine a se stessa. Andare in grotta è già di per sè una attività a volte fin troppo invasiva, e non dobbiamo mai dimenticare che la dentro non siamo neanche ospiti ma, come diceva Badino, soltanto intrusi che devono fare il possibile per non alterare il fragile equilibrio dell’ambiente ipogeo.

Se dunque vogliamo veramente fare qualcosa per far conoscere le grotte anche alla gente comune, la fotografia è un metodo ottimale per farlo, per mostrare al mondo esterno l’estrema delicatezza del mondo interno, ed attraverso di essa possiamo provare a far percepire, anche ai non addetti ai lavori, la complessità della questione ambientale.

La Società Speleologica Italiana da sempre pone come obiettivo quello della tutela e della salvaguardia dell’ambiente ipogeo, e questa costante attività ha portato quest’anno ad ottenere il prestigioso “EuroSpeleo protection Award 2018” con il progetto “Puliamo il buio“. Adesso la SSI, dopo aver concesso il patrocinio, ha deciso di contribuire ulteriormente con SpeleoFotoContest istituendo un Premio specie SSI consistente in un buono acquisto del valore di 200€ da spendere per attrezzatura speleo o fotografica, a dimostrazione di quanto la fotografia e la divulgazione siano aspetti fondamentali per la trasmissione della cultura ambientale.

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